Mappa Patagonia
4 novembre 2005
“desde BA”
4 novembre, Buenos Aires
eccomi qui di nuovo, stavolta dall'argentina!
Altro paese, altra storia...anche se all'apparenza sembra un paese europeo, più sviluppato e meno povero del brasile, per certi aspetti è anche questo un vero e proprio colabrodo!
Corruzione, proteste, manifestazioni veementi, povertà, arretratezza...insomma, c’è un po’ di tutto...soprattutto in questi giorni nei quali a Mar del Plata si ritrovano i grandi dell'America (Castro unico non invitato)...le strade sono piene zeppe di cartelli con scritto "fuera bush", "si viene yo paro"(se
viene io sciopero), nascono manifestazioni disorganizzate oltre che cortei già organizzati.
Non saprei come definire la città...ci ho pensato molto ieri mentre girovagavo per le strade...guardando per terra mi ricorda molto una città come Shanghai (strade e marciapiedi non sono messi benissimo), guardando in alto, le case e i palazzi, è un mix di Madrid, Parigi e chissà quali altre città...nel suo complesso sembra una città che si sta sviluppando. o forse era già sviluppata ed ora sta regredendo?
ieri ho avuto la possibilità di assistere al corteo delle Madres de Plaza de Mayo, che da 30 anni chiedono giustizia per quei figli scomparsi al tempo della dittatura. Ho fatto 2 chiacchiere con alcune di loro e ho scoperto che si sono divise in due associazioni distinte per motivi che non mi sono ancora molto chiari...vedrò di saperne di più, da questo punto di vista sono molto disponibili a dare informazioni sulle attività.
Oggi il tempo è bruttino...ma i due giorni passati nel cielo non c'era una nuvola e le temperature toccavano i 30 gradi!!!
mi manca ancora da visitare la parte più antica della città...poi domenica si parte...destinazione Puerto Madryn. si entra nella regione patagonica!era ora!
alla prossima,
alessia
PS: per qualsiasi comunicazione urgente e invio di sms, mi trovate al numero 005491161607684
9 novembre 2005
“desde la Patagonia”
ciao a tutti!!!
dopo aver percorso 1400 km in autobus da Buenos Aires a Puerto Madryn in 18 ore, passando per la pampa e per steppe desolate in cui non si vede anima viva...sono arrivata finalmente in Patagonia, la terra degli uomini dai piedi grandi secondo i conquistatori europei che arrivarono qui (pata = piede nella lingua tehuelche, gli indios antichi abitanti di queste terre).
In due giorni ho visto balene, leoni marini, elefanti marini, cormorani, ñandù, guanacos, mara mara, delfini e pinguini a volontà!
il tempo è spettacolare...il sole è caldo, anche se spesso soffia un vento pungente e freddo. sono abbronzata (incredibile direi...) e domani proverò a fare il bagno nell'oceano, anche se temo che l'acqua sia veramente fredda.
inoltre mi aspetta un altro viaggio di 24 ore in pullman verso rio grande...Tierra del Fuego...domani si parte e si scende quasi fino in fondo...
hasta pronto, desde el fin del mundo!
Alessia
12 novembre 2005
“55° sur”
55º latitudine sud...più giù di così non vado...per ora!
Sono a Ushuaia, Tierra del Fuego...qui terra ce n'è molta, montagne anche e acqua a volontà!
Il tutto "condito" con una certa sensazione di essere quasi arrivati fino alla fine del mondo.
In realtà la prima sensazione non è stata delle più positive. Sono arrivata qui infatti dopo 32 ore di pullman, direttamente dalla Pensinsula de Valdes...2000km in picchiata!
Passato lo stretto di Magellano il paesaggio cambia completamente: verdi prati, laghetti, colline. Man mano che ci si avvicina a Ushuaia le colline diventano montagne, crescono i primi alberi (tutti ricoperti di foglie e muschio, sembrano parenti di Barbalbero), la temperatura si abbassa, l'aria diventa frizzantina.
Poi improvvisamente si attraversa l'ultimo tratto della Cordigliera delle Ande e si arriva a Ushuaia. La città è ovviamente molto turistica e non si ha l'idea di essere arrivati in fondo. Di fronte infatti c'è l'isola di Navarino, Cile, che copre la visuale e impedisce di vedere il mare fino all'orizzonte.
Forse si ha un'idea migliore quando si sale (si fa per dire visto che sono solo 350 mt slm) su una montagna alle spalle della città dove si trova un ghiacciaio (anche qui si fa per dire, io lo chimerei piuttosto nevaio). Da li si riesce a vedere molto bene il canale di Beagle, quasi fino allo sbocco
nell'oceano Pacifico e si vede dall'alto l'isola di Navarino alle spalle della quale c'è il nulla.
Domani semplice trekking in un parco, alla ricerca dei castori, poi partenza per Puerto Natales, Cile, per fare del serio trekking all'ombra delle Torres del Paine!
Hasta luego,
Alessia
20 novembre 2005
“tra chile e argentina”
bene bene...ritorno alla vita dopo 5 giorni passati come una "selvaggia" tra le montagne cilene del parco nazionale delle Torres del Paine!
I paesaggi cileni mi piacciono molto di più di quelli argentini, almeno per quanto riguarda la zona patagonica. Per di più il tempo è stato molto bello per i primi 3 giorni. Poi è iniziato a nevicare e mi sono fermata due giorni nella casetta sperduta tra le montagne di due guardaparco (si scrive così
in italiano?).
Per loro tutti questi paesaggi sono spettacolari, ma certo non si può dire che le nostre Dolomiti o i ghiacciai del monte bianco o del rosa non siano altrettanto.
L'unica cosa che da noi è impossibile vedere è il ghiacciaio del Perito Moreno, 60 mt di spessore, 1600 km2 di estensione....un gigante che avanza di 1,5 mt al giorno!!!
L'ho appena visto e ho ancora negli occhi la sua immensa mole e nelle orecchie lo strepitio dei pezzi di ghiaccio che si staccano, cadendo nell'acqua e sollevando grandi onde!...e tutto a livello del mare praticamente!straordinario.
Tra poco parto, destinazione El Chaltén, di nuovo argentina...di nuovo vagabondaggio tra parchi e foreste, con la prospettiva di uno spettacolare trekking sul ghiacciaio!
alla prossima,
Alessia
26 novembre 2005
”verso la carretera austral”
eravamo rimasti a El Calafate...da li mi sono trasferita in paesino di 150 anime e nulla più un po’ più al nord, El Chaltén.
ho iniziato a viaggiare con Valeria, abile camminatrice...e quale occasione migliore per sfruttare le sue doti se non svegliarci alle 4 del mattino iniziare a camminare con la luce frontale illuminate solo dalla luna e dalle stelle lungo un sentiero immerso in boschi millenari, per arrivare in cima quando il sole sta per sorgere, in tempo per vedere il cielo che diventa viola, poi rosso, rosa, arancione, giallo, bianco e infine azzurro...un'alba spettacolare, come mai ne avevo viste prima.
e poi camminare nei boschi, fino su alle pendici del cerro poincenot e del fitz roy, dove osano solo le aquile...per poi scendere e ammirare estasiate lo spettacolare ghiacciaio che scende dalla montagna precipitando in una laguna dove galleggiano leggeri dei piccoli iceberg.
da li poi abbiamo proseguito verso nord, lungo la ruta 40...700km di sterrato, tra le aride e desolate steppe argentine.
ieri di nuovo ingresso in chile....i paesaggi cambiano, si viaggia tra il verde, alberi rigogliosi, ghiacciai, lagune, vulcani...
e domani via sulla mitica carretera austral, altri 600km di sterrato per arrivare a nord...passando per parchi, foreste, sfiorando ghiacciai sotto un cielo immenso.
hasta pronto,
alessia
3 dicembre 2005
“ritorno al passato”
Rieccomi qui, in diretta da El Bolson, cittadina yippie ai piedi delle Ande dove si respira un'atmosfera tranquilla e surreale, come se il tempo si fosse bloccato. Auto, modo di vestire, case...tutto sembra risalire agli anni 70...ma ancora per quanto?
Eravamo rimasti a Coyhaique, pronta per iniziare il viaggio lungo la Carretera Austral. Bene...direi sia stato fantastico. L'atmosfera è particolare, sono 10 giorni che piove, la vegetazione è rigogliosissima, direi tropicale...la strada sterrata non è quindi nelle migliori condizioni. Il pullmino che mi trasporta evita per poco un frontale: la strada oltre a essere rovinata in alcuni punti è larga abbastanza per un solo veicolo.
Dopo essermi fermata qualche giorno nell'ultima cittadina a nord lungo la Carretera, decido di rientrare in Argentina. Bene, peccato che non ci siano bus...mi dicono che dalla settimana successiva inizierà il servizio quotidiano.
Non mi resta quindi altro da fare se non hacer dedo (= fare dito, cioè l'autostop).
E la mia prima volta mi porta a dover aspettare ben 4h e mezzo! Fortunatamente ha smesso di piovere...
Raggiungo il passo di Futaleufu immersa in spettacolari paesaggi e anche qui scopro che ancora non ci sono bus per andare in Argentina. Ormai ho preso gusto a fare l'autostop...ecco che si ferma uno statunitense che ha una fattoria da quelle parti, mi fa salire, iniziamo a parlare e scopro che va proprio
dove vado io...perfetto! e stavolta ho aspettato solo 45 minuti. Mi offre pranzo, merenda, mi porta in giro per la cittadina di Esquel!...e l'unica cosa che mi chiede è che lo accompagni a fare alcune commissioni e faccia da traduttrice per lui!
Da Esquel mi trasferisco a el Bolson...ed eccomi qui...sono un po’ tutta rotta e dolorante: ieri infatti sono andata a cavallo e non essendo abituata mi duole ogni singolo muscolo!...è stato però fantastico trottare in mezzo ai campi, accompagnata solo dal rumore degli zoccoli e dai canti degli uccellini,
scaldata dal sole.
Oggi parto per Villa La Angostura, direzione nord. Dovrei trovare ospitalità da p. Ettore, un italiano trasferitosi qua qualche tempo fa...qualche giorno li e poi rientrerò nuovamente in Chile.
Ormai manca veramente poco...non disperate, il 23 dicembre torno! Anche perché ora si lo posso affermare ufficialmente, la Cina mi aspetta!
Hasta siempre,
Alessia
PS: leggo sempre tutte le mail che ricevo ma non ho il tempo di rispondere a tutti...sorry!
6 dicembre 2005
“persone speciali”
Un viaggio é sempre un’esperienza, un’occasione speciale, un momento in cui mettersi in gioco e rivalutare le proprie capacità per crescere.
Viaggiare ti permette di vedere con i tuoi occhi realtà diverse, ti permette di ascoltare con le tue orecchie testimonianze preziose, ti permette di toccare con mano differenti superfici, ti permette di odorare fiori, cibi, odori e profumi distinti, ti permette di assaggiare specialità tipiche.
Ma il viaggio diventa ancor più soddisfacente quando si incontrano persone capaci di stupirti, di affascinarti. Qualcuna l’avevo già incontrata durante questo mio overland in Patagonia, ma Hector è davvero di un’altra stoffa, di un altro livello.
È un anziano, nonché stanco e malaticcio, “prete missionario” (tra virgolette perché a lui non piace farsi chiamare così), che dal 1966 vive in Sud America, che in questi giorni mi sta ospitando nella sua casa, qui in Argentina.
L’ho conosciuto per caso, come molte cose che sono avvenute durante questo viaggio, e ho deciso di fermarmi per un po’ qui da lui, nel suo angolino di pace (è il nome che ha dato alla sua casa).
Parlare con lui è come sfogliare un libro di storia: e la cosa affascinante è che lui ha vissuto in prima persona tutto quanto racconta. La seconda guerra mondiale, l’arrivo in Argentina, le esperienze nei quartieri poveri, lo studio del mondo operaio, le esperienze nel Nicaragua rivoluzionario, a Cuba, in
Brasile, i desaparecidos, le marce della Pace, le amicizie con chi si batte per i diritti umani: non sono così brava a raccontare come lui sta raccontando a me.
Per me è una persona speciale, di quelle che ti segnano profondamente, che ti rimangono impresse nella mente, che non si cancellano molto facilmente.
Tra qualche giorno parto, destinazione Santiago del Chile, lungo la Panamericana: ritorno in Chile…il viaggio continua…
Alessia
11 dicembre 2005
“ultime dal Chile”
Oggi a Santiago è giorno di elezioni: e probabilmente verrà eletta la prima presidentessa donna.
Sono arrivata nella capitale direttamente da Villa La Angostura, tagliando la parte dei laghi cilena per questioni di tempo.
La città non è delle più belle che ho visitato finora. E`un'immensa megalopoli ai piedi delle Ande, che svettano oltre i 6000mt, imprigionata a ovest da colline che la separano dall'oceano pacifico e che fanno si che Santiago sia sempre coperta da uno spesso strato di smog. Alcuni quartieri sembrano inoltre un po' abbandonati a se stessi, trascurati e abbastanza sporchi.
Risalendo il Chile ho finalmente ritrovato il caldo. In questi giorni siamo intorno ai 35º...ne ho quindi approfittato per fare un salto a Valparaiso e a Viña del Mar, che si trovano proprio sulla costa.
A Viña ho fatto il mio primo bagno nel Pacifico, anche se l'H2O era veramente congelata!
Valparaiso invece è una cittadina che per alcuni aspetti mi ricorda Lisboa: è costruita infatti su una serie di colline, con le strade che salgono quasi perpendicolarmente verso l'alto, con le casette di lamiera o mattoni tutte colorate. Per salire ai quartieri più alti si può anche sfruttare il servizio di numerosi ascensori. La cittadina è molto caratteristica, anche se devo ammettere che per essere parte del Patrimonio dell'umanità dell'Unesco potrebbe essere maggiormente curata.
Rientrando a Santiago ieri sera mi sono trovata nel mezzo di una folla impazzita che entrava e usciva dai negozi piena di pacchetti e pacchettini...ero molto stupita...pareva che ognuno avesse soldi da spendere e spandere...poi mi sono trovata di fronte a un albero di Natale e allora le idee si sono
chiarite un pò...è che non posso proprio abituarmi all'idea che sia già metà dicembre...
Oggi invece come dicevo è giorno di elezioni: Santiago di è quindi quasi completamente bloccata. Negozi, bar, ristoranti, musei: tutto chiuso. Non sono riuscita a farmi spiegare il perchè, o meglio la spiegazione è che non si possono vendere alcolici prima di mezzanotte per paura che la gente inizi
a ubriacarsi...boh, ma allora perchè anche i musei? e comunque la gente avrebbe benissimo potuto comprare alcolici ieri (come molti del resto hanno fatto) per consumarli oggi...
Domani saluto il Chile, attraverso le Ande proprio ai piedi dell'Aconcagua e arrivo a Mendoza...
Hasta luego,
Alessia
17 dicembre 2005
“desde Cordoba”
Rieccomi...con quella che potrebbe essere l'ultima mail di questo viaggio prima del bilancio finale.
Dopo Santiago mi sono trasferita nuovamente in Argentina, passando per il passo de los Libertadores, a 3800 mt di altitudine, proprio alle pendici dell’Aconcagua, il monte più alto dell’America. Che paesaggi...lassù ero davvero in compagnia dei condor, a volte persa nel mezzo delle nuvole, affascinata
dai colori delle Ande che variano dall’avorio, al rosso, al nero, con i cucuzzoli e le pendici rigorosamente innevati.
E poi giù in picchiata verso Mendoza, passando attraverso gole scavate stupefacentemente dall’azione dell’acqua e delle nevi.
Poi improvvisamente, senza avvisare, il paesaggio cambia...e ti trovi sperduto tra filari e filari di viti (che producono veramente un ottimo vino!)...ed è così tutto il percorso fino a San Juan.
San Juan si trova in una zona semi desertica, dove solo il duro e costante lavoro dei braccianti ha permesso di poter trasformare aride distese in vigneti verdeggianti.
Nella omonima provincia c'è un parco nazionale chiamato Valle della Luna, proprio perchè oltre alle rocce e ai cactus non c'è praticamente nient’altro.
È una delle poche zone al mondo in cui affiorano rocce risalenti al Triassico, questo grazie al movimento delle due zolle che hanno formato le Ande e hanno fatto riaffiorare queste testimonianze di un passato in cui vivevano dinosauri e rettili preistorici.
Le conformazioni rocciose e i differenti colori dei diversi strati sono qualcosa di sensazionale. In giro non c’è nessuno, attorno a me il silenzio, rotto solo dal fischio del vento che a volte forma dei mulinelli che alzano la sabbia formando delle colonne in mezzo al deserto.
Da San Juan mi sono trasferita a Cordoba, la seconda città dell’Argentina, in cui sono presenti numerosi monumenti, palazzi e chiese che risalgono al periodo delle colonizzazione e dell’opera dei gesuiti. Sicuramente è caratteristica rispetto alle altre cittadine che ho visto finora, ma non mi ha colpito poi più di tanto.
Ieri sono andata a fare un giro in un paesino sulle colline cordobesi, Alta Gracia, dove Ernesto “Che” Guevara ha trascorso parte della sua infanzia.
Nella sua vecchia casa hanno istituito un museo con testimonianze di chi l’ha conosciuto, documenti, oggetti: hanno ricostruito la sua vita in una maniera molto semplice, ma molto accurata che mi ha permesso di conoscere un po’ di più la sua personalità e la sua vita.
Stanotte parto per Rosario, poi lunedì mi trasferisco a Buenos Aires, dove mi aspettano gli ultimi giorni prima del rientro.
Alla prossima...magari direttamente da Milano...
Hasta pronto!
Alessia
19 dicembre 2005
“piccoli ultimi pensieri”
Eccomi di nuovo qui, dove il mio grande viaggio era iniziato...Buenos Aires mi è parsa più caotica che all'inizio, forse mi ero abituata troppo al silenzio e alla tranquillità delle sperdute lande patagoniche.
Oggi, 20 dicembre, ricorre il 4º anniversario delle grandi manifestazioni di piazza che ebbero luogo nel 2001, durante la crisi economica. Neanche a farlo apposta mi trovo sempre in mezzo a questi cortei qui in capitale...sono talmente numerosi e frequenti che è quasi impossibile evitarli. La città è completamente paralizzata...Se le manifestazioni sono un segno del disagio sociale, beh, non c'è che dire, qui è quasi totale!
Oggi sono stata all'associazione Abuelas de Plaza de Mayo dove ho chiacchierato tranquillamente con una "nonna" che mi ha spiegato un po’ la situazione sociale e politica in Argentina, più che altro per ciò che si riferisce ai diritti umani e al loro rispetto.
Manca solo un giorno, da dedicare agli ultimi giri per la città, ai saluti, a qualche acquisto.
Tempo di bilanci.
È stata un'esperienza incredibile (senza dimenticare il mese in Brasile)...in mezzo a questi paesaggi mi sono sentita libera, me stessa.
Certo la differenza tra Sao Paulo e Argentina-Chile è sostanziale, ma proprio perchè così contrapposte, pur facendo parte dello stesso lungo viaggio, si sono rivelate due esperienze distinte.
Ne approfitto per augurare a tutti un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo...
E qui concludo l'avventura.
Hasta pronto,
Alessia